STORO - La Pro Loco di Storo torna in alto mare

STORO - La Pro Loco di Storo torna in alto mare. Questa, in estrema sintesi, è la sentenza redatta dal Consiglio comunale, l'altra sera. All'ordine del giorno c'erano fra l'altro le variazioni al bilancio, divise in due capitoli: quelle urgenti, prese dalla Giunta con i poteri del Consiglio il 31 agosto scorso, e quelle ordinarie. Le variazioni urgenti riguardavano 160 mila euro per la realizzazione della strada di Tanoce, località montana dove ci sono una quindicina di fienili. «Che strada è?», ha chiesto Flavio Zanetti.
L'assessore alle foreste Vigilio Giovanelli ha risposto spiegando che oggi i fienili non sono serviti da alcuna strada. Dopo la discussione piuttosto vivace, la delibera è passata con i soli voti della maggioranza: infatti la minoranza ha votato contro. Diverso e più complicato il destino della variazione ordinaria, che riguardava la Pro Loco di Storo. Storia nota, questa. La presidente Sabrina Scaglia nel giugno dell'anno scorso si dimise per impossibilità a continuare. In sostanza, l'ente turistico storese si era trovato sul groppone qualcosa come cinquantamila euro di debiti. Che fare? Un bel guazzabuglio. Chi vuoi che prenda in mano un sodalizio con cinquantamila euro di buco? Il Comune decise di commissariare l'ente. Il commercialista bresciano con casa a Storo, Ivano Vaglia , si è messo di buzzo buono, cercando di far quadrare faticosamente il cerchio, impresa non facile. L'altra sera il Comune avrebbe dovuto dare alla Pro Loco circa quarantamila euro, utili per sanare la situazione e tacitare i creditori. Senonché non è andata così, complice il verificarsi di alcune circostanze. Luca Turinelli , consigliere di maggioranza ed avvocato di professione, ha dovuto abbandonare l'aula perché incaricato dal commissario di seguire le pratiche con i creditori. Mario Mezzi (altro membro di maggioranza, almeno nominalmente, perché in realtà da più di un anno centellina le proprie apparizioni in Consiglio) l'altra sera non c'era. Ermanna Briani (ex maggioranza) ha deciso di uscire, dichiarandosi scontenta del modo in cui l'argomento veniva affrontato. A quel punto la maggioranza era ridotta in dieci. A quel punto, capita la situazione, la minoranza ha abbandonato temporaneamente l'aula giusto nel momento in cui si votava la variazione. Risultato: con il venir meno del numero legale i quarantamila euro stanziati per il salvataggio della Pro Loco sono tornati nelle casse comunali fino a data da destinarsi. Ma dove sta l'oggetto del contendere? I consiglieri di minoranza sostengono che l'Amministrazione del sindaco Settimo Scaglia avrebbe dovuto essere più trasparente, nel senso che avrebbe dovuto portare in Consiglio la relazione di Vaglia. La maggioranza risponde che questi sono puri e semplici pretesti di un gioco al massacro: infatti la relazione era agli atti per cui era consultabile dai consiglieri. Oltretutto non si sarebbe nemmeno potuta leggere pubblicamente, perché contiene dati sensibili: i nomi e cognomi dei creditori. Così si è consumata l'ennesima rottura, con la maggioranza, che a causa delle defezioni viaggia sempre sul filo del rasoio, e la minoranza che ne approfitta ogni qualvolta se ne presenti l'occasione per mettere in difficoltà chi governa. Stavolta il piccone è piombato sulla testa della Pro Loco.
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