VAL RENDENA - Italia Nostra, Wwf e Legambiente hanno deciso di presentare un reclamo alla Commissione Europea sul collegamento Pinzolo-Campiglio, con la richiesta di apertura di una procedura di infrazione per inadempimento del diritto comunitario da parte dello Stato e della Provincia di Trento. Domattina, i termini di questa ulteriore presa di posizione saranno illustrati da Paolo Mayr (Italia Nostra), Maddalena Di Tolla (Legambiente) e Francesco Borzaga (Wwf Italia) nel corso di una conferenza stampa, alle 11 nella sede di Italia Nostra e Legambiente in via Oss Mazzurana a Trento. In sintesi, la richiesta di intervento alla Commissione europea si fonda sul convincimento che il collegamento con impianti a fune (la cui realizzazione è già stata avviata), parcheggi e successivo sistema veicolare (previsti in un secondo tempo) non rappresenti un vero sistema di mobilità integrata fra le due località.

Non è questione da poco, visto che le percentuali contributive per impianti da sci e sistemi di mobilità sono più favorevoli nel secondo caso. Inoltre, le associazioni ambientaliste rilevano come le piste da sci Puza del Fò-Plaza e Patascoss-Colarin siano state stralciate, ma le previsioni urbanistiche delle aree sciabili siano ancora presenti sul Pup, il Piano urbanistico provinciale. Non convincono le associazioni ambientaliste, inoltre, gli esiti delle valutazioni di incidenza condotte nell'ambito della progettazione. Il «protocollo d'intesa» del febbraio scorso tra Provincia, Trentino Sviluppo spa, Funivie Pinzolo spa, Funivie Madonna di Campiglio spa e i tredici Comuni d'ambito prevede per l'impianto di collegamento (la telecabina) in tre tronchi, un costo non superiore a 25 milioni di euro, in capo a Trentino Sviluppo spa. A Funivie Pinzolo spa spetta la realizzazione di impianto e pista Tulot-Cioca, della pista rossa e nera, del rifacimento dell'impianto Cioca e altri investimenti per 23 milioni di euro. Funivie Pinzolo copre l'investimento con l'aumento di capitale sociale da parte dei Comuni della Val Rendena azionisti (2,6 milioni già previsti dal piano industriale del 2004) e con un ulteriore aumento di capitale di 9,2 milioni (900 mila euro dagli azionisti privati, 1,6 milioni dai Comuni soci, 6,7 milioni da Trentino Sviluppo). Per il resto, contributi provinciali, mutui e altre risorse. Se per le tre associazioni ambientaliste il collegamento non è mobilità integrata, va ricordato cosa ha risposto in proposito l'assessore al turismo Tiziano Mellarini in consiglio provinciale: «La mobilità prevista dal sistema funiviario a regime tiene conto sia della mobilità estiva che invernale, individuando precisi settori di recupero ambientale oggi compromessi dalla mobilità turistica individuale con mezzi propri». E La Provincia - ha garantito - difenderà le scelte adottate di fronte ad eventuali ricorsi sia di cittadini che di associazioni».