PIEVE DI BONO - Cento bambini in un container, un edificio prefabbricato che verrà utilizzato come scuola. A Pieve di Bono si risponde così all'emergenza spazi. Negli anni scorsi non sono stati ben valutati i trend demografici. La chiusura delle scuole della valle, l'accentramento in un unico plesso e l'aumento dell'immigrazione hanno costretto gli amministratori a correre ai ripari. Da qualche tempo si registra una cronica mancanza di aule. Il problema riguarda soprattutto la scuola elementare. Il problema è stato segnalato in Provincia dal dirigente dell'Istituto comprensivo del Chiese Alberto Paris . In gennaio si sono tenuti degli incontri con l'assessore all'istruzione Marta Dalmaso e con l'assessore agli enti locali Mauro Gilmozzi.


L'attuale edificio scolastico non è sufficientemente ampio per contenere i 170 alunni iscritti. Inoltre c'è il problema della mensa, sottodimensionata. A questo si aggiunga il fatto che i bambini hanno diverse esigenze (ci sono piccoli che necessitano dell'insegnante di sostegno). E poi le linee didattiche prevedono anche laboratori. Insomma la fame di aule è enorme. L'amministrazione comunale deve gestire l'aumento della popolazione in età scolare, che si registra a seguito della chiusura delle scuole dei comuni della vallata (dal 1998 in poi sono state chiuse le scuole di Praso, Cimego, Castello e Daone). La nuova scuola (un progetto da 3,8 milioni di euro, giunto alla fase esecutiva) non sarà pronta prima di quattro anni. L'edificazione è legata a filo doppio a quella del polo della protezione civile. «Prima di iniziare i lavori dell'edificio scolastico - spiega il sindaco di Pieve di Bono Attilio Maestri - si devono spostare la sede dei vigili del fuoco e il magazzino comunale». Si tratta insomma di un effetto domino, che non può che creare disagi. E, nel frattempo, che cosa si può fare? Provincia e Comune hanno puntato sui prefabbricati. Verrà realizzato un modulo abitativo (prodotto dall'austriaca Containex), in metallo e legno, dove sarà ospitato un centinaio di bambini. Costo complessivo delle quattro aule, più quella per gli insegnanti (per un totale di 480 metri quadrati): 270.000 euro. Quel tipo di prefabbricato viene chiamato container. Il termine rimanda ad immagini di degrado e di emergenza post-terremoto. «Ma si tratta di aule molto belle - commenta il sindaco - anche più confortevoli di quelle del palazzo principale». Certo è che qualche fastidio, per come è stato gestito il problema, è emerso. Del problema demografico si sapeva da tempo, ma il alla «soluzione tampone» si è arrivati circa un mese fa. E così, in tutta fretta, della questione sono stati investiti i tecnici della Patrimonio del Trentino Spa. Un'operazione, questa, promossa sotto la pressione delle lancette dell'orologio: le lezioni inizieranno il 14 settembre. Al momento non è stato piantato neanche un chiodo, ma il primo cittadino garantisce: «A brevissimo inizieranno i lavori». L'opera dovrebbe essere conclusa in 15 giorni. Giusto in tempo - si dice - per il trillo della campanella. «Si tratta di materiali componibili - spiega Maestri -. Quando sarà ora verranno smontati e, forse, utilizzati per altre realtà: il problema degli spazi non riguarda solo Pieve di Bono. Noi non potevamo trovare altre soluzioni: su Pieve convergono i bambini di sette comuni e la scuola è un palazzo degli Anni Ottanta, con tutti i suoi limiti». «Confido nell'efficienza di Comune e Provincia - commenta intanto il dirigente dell'Istituto comprensivo -. Ricopro questo incarico da due anni e, in effetti, il problema dell'aumento degli alunni, legato ai cambiamenti nella gestione delle sedi, esiste. Purtroppo ci sono i tempi della burocrazia: va a finire che ci si riduce sempre all'ultimo momento a trovare le soluzioni». La prospettiva dell'uso dei container/prefabbricati/moduli abitativi non piace a nessuno. Prima di vedere il primo mattone della nuova scuola si dovranno attendere due anni. E altri due sono previsti per la realizzazione. Quattro anni di attesa. La scuola provvisoria verrà collocata nel piazzale della sede centrale. (da ladige.it)